
Cibo e vino biologico e a chilometri zero, in un agriturismo non troppo distante (Capua, a circa mezz'ora di macchina dalla chiesa di Pomigliano in cui ci siamo sposati). Il menu includeva anche piatti senza carne o pesce ed era comunque prevista un'alternativa vegetariana. Abbiamo cercato il più possibile di evitare gli sprechi quindi abbiamo optato per quantità non eccessive, un solo secondo, niente buffet di dolci finale, etc.





Evitate le cose non indispensabili: niente libretti in chiesa, niente segnaposto personalizzati (solo cavalierini con il nome dei tavoli, realizzati in carta), niente decorazioni per la macchina, niente velo né guanti per me, niente panciotto né gemelli per lo sposo, niente fotografo “ufficiale”, con stuolo di assistenti, flash e quant'altro.


Tableau e menu realizzati a mano, in carta, dalla madre di uno dei testimoni dello sposo.


Abito e scarpe della sposa potenzialmente riutilizzabili. I sandali li ho effettivamente già usati più di una volta, l'abito di Max Mara bridal collection conto di accorciarlo e riutilizzarlo per qualche occasione elegante.


Addobbo floreale in chiesa e a casa della sposa realizzato solo con piante in vaso, per la precisione abbiamo scelto surfinie bianche e rosa, che dopo la cerimonia sono state distribuite agli invitati che le volevano, ai vicini di casa, etc. Alcune sono state trapiantate nel giardino della chiesa, dove ancora crescono rigogliose.



Abbiamo scelto partecipazioni solidali comprate online sul sito dell'associazione Cesvi, il ricavato è stato destinato a un progetto per la prevenzione dell'AIDS infantile in Africa.

Nessuno spostamento aggiuntivo per il servizio fotografico: le nostre bellissime foto, per lo più spontanee, le ha scattate uno dei nostri più cari amici, Francesco Rastelli, invitato al matrimonio.




Make up fai-da-me, cercando di limitare la quantità di cosmetici e quindi di prodotti chimici!


Bomboniere vive: mini-bonsai realizzate da Lombardi Plants di Napoli, con confetti prodotti localmente e confezione in rafia e altri materiali naturali.


Niente “macchinone a noleggio” per arrivare in chiesa: mi hanno accompagnato degli amici invitati con la loro auto.

Niente anello di fidanzamento: l'estrazione dei diamanti è una vera e propria piaga ambientale e sociale.

NB: Sarà facile intuire che tutti questi accorgimenti hanno reso il nostro matrimonio anche low-cost, oltre che low-impact!

PS: sì, lo sposo aveva un braccio ingessato!
Ringraziamo:
Parrucchiere: Antiope di Pomigliano d'Arco
Abito sposa: Max Mara, Napoli
Abito sposo: Brooks Brothers
Bomboniere: Lombardi Plants, Napoli
Partecipazioni: Cesvi
Pranzo: Fattoria biologica “La Colombaia”, Capua
Fiori: La Ninfea, Brusciano (NA)
Fotografie: Francesco Rastelli
Silvana


Io ed Emilio ci siamo sposati il 2 giugno 2011 nella chiesa di Maria Ss.ma del Rosario di Pomigliano d'Arco (Napoli).









